gaetano bruno

records manager

Partiamo dal presupposto che il documento informatico è “la rappresentazione informatica di atti, fatti, dati giuridicamente rilevanti“, come si legge all’art. 1 comma 1, lett. p) del Codice dell’Amministrazione Digitale.

Quest’ampia definizione fa si che vengano compresi in questa nozione elementi di vario genere: da un filmato digitale a un tracciato EDI, dai log file generati da una transazione commerciale su un sito web a una comunicazione e-mail. Tali documenti però, al contrario di quelli cartacei, sono più facilmente soggetti a modifiche e duplicazioni che pongono il necessario problema della loro sopravvivenza nel tempo e della loro validità giuridica. (A. Lisi – Guida pratica su firme elettroniche e firme grafometricheFirma-Digitale1

Pertanto, ai sensi dell’art. 20, comma 1 bis, del Codice dell’Amministrazione Digitale, il documento informatico potrà soddisfare i requisiti della forma scritta solo quando garantisce in modo oggettivo le seguenti caratteristiche:

  • integrità 
  • sicurezza
  • immodificabilità 

Nel nostro ordinamento, le tipologie di firma elettronica (previste dall’art. 1 del CAD) sono quattro:

genus e species firme elettroniche

In particolare, il documento informatico dotato di firma digitale soddisfa pienamente il requisito della forma scritta e quindi fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritto (art. 2702 codice civile).

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